Cappella Musicale del Duomo di Modena *1453*

Cappella Musicale del Duomo di Modena *1453*

Chi siamo, La storia della Cappella Musicale

La Cappella Musicale del Duomo di Modena

La Cappella Musicale del Duomo di Modena

Da ricerche effettuate presso l'Archivio Capitolare sulla storia della Cappella Musicale non è possibile ricavare una data ufficiale di fondazione di questa importante istituzione. Sappiamo che, già precedentemente all’anno 1000, esisteva la figura di un Cantor incaricato di istruire e dirigere i chierici nel canto liturgico. Successivamente, il canonico magiscola (= magister scholarum) Aimone, nella Relatio translationis S. Geminiani, descrive che, il 30 aprile 1106, "tra inni e canti", avvenne la solenne traslazione del corpo di S. Geminiano dalla vecchia alla nuova Basilica (Codice Capitolare del sec. XII).

Molto più avanti, in un documento del 26 novembre 1436, si parla dell'esistenza di un organo, posto all'altezza della porta dell'attuale sagrestia, bisognoso di essere sostituito con uno più versatile.
Queste informazioni attestano una vivace ed organizzata attività liturgico-musicale all'interno della cattedrale.
Solo dopo il ritorno dei papi da Avignone e la conseguente nascita delle cappelle musicali, la diocesi di Modena, molto sensibile ai nuovi impulsi provenienti dalla sede petrina, tra le prime in Europa, conferisce al gruppo di musicisti e cantori della cattedrale la struttura musicale che, sostanzialmente, opererà nei secoli successivi.

Nel 1453 Alessandro de Galvan, proveniente da Bologna, è assunto dal Capitolo della Cattedrale col ruolo di organista. Da allora il posto di organista è sempre stato ricoperto e si sono succeduti quarantatre organisti titolari, spesso coadiuvati da un secondo organista.
Nello stesso anno, Don Zohano da La Magna, di provenienza germanica, ricopre di fatto il ruolo di Maestro di Cappella. Da allora si sono succeduti quarantanove maestri di cappella e tra questi menzioniamo con orgoglio alcuni tra i più importanti musicisti italiani della storia: J. Fogliani (1505 - 1520), O. Vecchi (1583 - 1586 e 1593 - 1604), G. Capilupi (1604 - 1614), M. Uccellini (1647 - 1665), G.M. Bononcini (1673 - 1678) e A.M. Pacchioni (1694 - 1738) le cui opere sono note in tutto il mondo!

Attualmente, Daniele Bononcini (modenese, classe 1973), ricopre l’incarico di organista titolare (dal 1996) e di Maestro di Cappella (dal 2001). Su incoraggiamento dell’Arciprete del Capitolo, il compianto Mons. Rino Annovi, la Cappella ha raggiunto, negli ultimi anni, il suo massimo splendore: quattro cori attivi (Schola Gregoriana, Schola Polifonica e Juvenes Cantores) compresa la riapertura della scuola (Pueri Cantores della Divina Misericordia) per le voci bianche; ogni anno, oltre 300 SS. Messe con servizio musicale, di cui circa 60 in latino con canto gregoriano (domeniche e solennità, ore 10), circa 25 in polifonia con l’esecuzione di importanti Messe d’autore (De Victoria, Gabrieli, Mozart, Perosi, Santucci, ecc…); i secondi vespri capitolari in canto, particolarmente splendenti nelle solennità, in avvento e quaresima; tutto l’anno, la possibilità di entrare in duomo e pregare guidati da musica organistica nelle SS. Messe e nei preludi ai vespri (Vespri d’organo), nei quali Bononcini ha eseguito l’opera omnia organistica di J.S. Bach, G.F. Haendel, W.A. Mozart, F. Mendelssohn, J. Brahms, C. Franck, F. Liszt, D. Bartolucci, ecc…

Maestri collaboratori di Bononcini sono: Erica Rompianesi, Oana Ganescu, Augusto Arienti.

La Cappella ha allestito con successo importanti opere in occasione di concerti memorabili: Johannes Passion, Oratorio di Natale e la Grande Messa in si minore di Bach, Te Deum di Charpentier, varie Messe di Mozart tra cui il Requiem e la Messa dell’Incoronazione, i Requiem di Duruflé e Fauré, gli oratori Il Natale del Redentore e La resurrezione di Cristo di Perosi, con oltre 300 coristi!

Al suo attivo conta varie registrazioni discografiche, molto apprezzate anche dal Santo Padre Benedetto XVI, che ha scritto di suo pugno al maestro Bononcini: "Grazie per la bella musica, per il suo lavoro nella formazione delle voci, unendole nel canto polifonico, perché appaia la bellezza, nella quale si sente presente in mezzo a noi la liturgia celeste".

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